INDIGNAZIONE O LIBERTÀ?

I
Ezio Greggio, 70 anni ha una nuova fidanzata: Nataly Ospina, foodblogger colombiana di 32 anni.
Si ripropongono le solite domande, trascinate da chissà quanto tempo:
1. Ci dobbiamo indignare che un uomo, con soldi e potere, compri una donna giovane e/o che una donna giovane e bella si venda a un uomo con soldi e potere? O dobbiamo lasciare loro la libertà di farlo, che in fondo son cose che non ci riguardano?
2. Se vogliamo indignarci, lo facciamo per colpevolizzare chi, di più? È più esecrabile l’uomo che sfrutta la situazione per acquistare o la donna che si vende? C’è poi, sul piano etico, qualcuno da salvare dei due?
Io avrei le mie risposte personali, ma lasciando queste questioni nella sfera del privato, fintanto che i diretti interessati non provvedono ad aprire la porta della loro casa. E possibilmente, non curandomene neanche dopo (non rientro nei dieci milioni di spettatori che hanno fatto le due di notte per seguire la finale del Grande Fratello).
Mi faccio aiutare da insegnamenti ricevuti in gioventù e che mi restano ancora utili.
All’oratorio mi dicevano: non si giudicano le persone, ma le condotte.
Al liceo, il professore Nappi, ci ripeteva come una litania (ma oggi si dice mantra) che “libertà non è libertinaggio”.
Oggi, comunque, moralisti non si può più essere né è opportuno e di certo non è politicamente corretto (io concordo con Renan che i moralisti sono furfanti), ma questo non autorizza a buttare a mare anche la moralità.
In ogni caso, ognuno la pensi come vuole (purché si pensi).
Io sento così, che non mi piace che la donna si venda, quanto che l’uomo ne acquisti la mercanzia. Delle persone non si fa baratto.

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