
Un amico benestante stamattina mi ha telefonato dal suo buen ritiro di Cortina per salutarmi. Gli rispondo, col piacere di sentirlo.
“Ciao Olindo, come stai, tutte le ossa in ordine?” E sì, lo chiedo perché continua a sciare, senza più avere l’età. E poi lui non è scaramantico, sebbene non possa vedere se ora stia facendo qualche gesto apotropaico.
“Le ossa stanno bene. Ma qui c’è troppa gente”.
“È arrivata la De Crescenzo anche lì?” gli domando.
“Qualcosa di omologo, in salsa russa. Perché qui sulle piste, a sciare, vedo solo putiniani”.
“Possibile? Sta a vedere che ora gli “Amici di Cortina” [lui dice che si tratta di un gruppo amante della ridente località ampezzana, con una leggera venatura antimeridionalista] depongono le armi contro i terroni e si occupano un po’ dei ruteni”.
“No, non lo penso. Non finché i ruteni vengono con i rotoli di cento euro”.
“Capisco, caro Olindo. E sai che ti dico? Io il prossimo weekend me ne vado a Roccaraso. Soprattutto adesso che la De Crescenzo punta su Ovindoli. Tu goditi la tua Cortina”.

