Ma dove va a finire il Rolex?

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Con una qualificazione, certamente impropria sul piano giuridico ma estremamente efficace su quello della comunicazione, i Media hanno riportato la notizia della decisione del giudice (a quanto pare: in uno dei vari giudizi pendenti tra gli ex coniugi Totti-Blasi) come un affido condiviso dei Rolex contesi nella coppia scoppiata: i quattro Daytona, probabilmente edizioni speciali e comunque di gran valore, sulla cui proprietà i due controvertono.

Il magistrato ha adottato un provvedimento, come suol dirsi interinale, nell’ambito di una causa dove alla fine, salomonicamente o meno, dovrà dire se quei preziosi orologi siano stati oggetto di regali da parte di “Er Pupone” a Ilary e quindi appartengano a quest’ultima, oppure no.

Questione non semplicissima, quando sarà il tempo di pronunziarsi al riguardo, come suol dirsi nel merito, non solo dal punto di vista dello stretto diritto, ma anche e soprattutto della valutazione delle indagini di fatto che allora saranno state compiute (prove documentali ovvero precostituite, o testimoniali) e di cui i due si industrieranno a fornire elementi a carico.

Dubito che a qualcuno, al di fuori dei contendenti, possa interessare l’esito finale della vertenza. Sono però abbastanza convinto che le domande, che a me sono sorte nell’ascoltare la notizia giustamente alla ribalta dei telegiornali nazionali, siano quelle che si sono posti in tanti. Coloro, perlomeno, che sono a conoscenza di qualche dettaglio di retroscena della dimidiata vicenda della separazione Vip e che sono al corrente, ad esempio, che l’ultima loro figlia, Isabel, ha appena nove anni. E che questa, coi due fratelli maggiorenni, vive insieme alla madre, in Puglia dove questa è attualmente impegnata per le riprese di “Battiti Live”, il festival musicale che ci terrà lieta compagnia durante l’intera estate, magari inframmezzato – anche a beneficio degli ascolti del festival stesso (così va l’Auditel nel secolo ventunesimo) – da aggiornamenti sulle liti pendenti.

Dunque, il mio pensiero. Fin troppo ovvio (e il termine “affido condiviso” dei Rolex è proprio lì che vuol condurci) che a non piacere è il fatto che le cose vengono trattate come persone, anzi ancor più come i figli, che spesso sono i destinatari di misure simili.

Ma questo pensiero non mi appartiene granché. Non abbastanza, almeno. Che ve n’è un altro, preponderante.

Non mi preoccupa tanto, infatti, il trattar cose come persone (sebbene certo ciò non possa piacermi) quanto il trattare le persone come cose, l’oggettificazione che se ne fa di esse. Addirittura, anche quando si tratta di minori. Tirati da una parte all’altra, spinti a viva forza verso padri che sovente non sanno responsabilmente caricarsi dei propri doveri o trattenuti da madri che molto spesso li usano, i figli, come ostaggi di guerra. Ma in questi casi, nessuno in definitiva si scandalizza particolarmente. Fanno parte della vita odierna, si sono assimilati ai nostri costumi, in un mondo in cui gli adulti si preoccupano delle lingue, dello sport, degli stage all’estero dei propri figli, ma molto meno del loro benessere spirituale (ché l’altro, quello materiale, osservò acutamente Michele Serra, al più dovrebbe chiamarsi “benavere”). Non sanno neppure più in quale direzione cercarlo per loro. Poveri ragazzi, canne sbattute dal nostro vento!

Allora, la lite, proprio la vertenza giudiziaria dei (ex) coniugi Totti-Blasi che effetto mi fa?

Nessuno, in verità.

Se io fossi Fra’ Cristoforo e dovessi rispondere all’interpellanza del Conte Zio, non esiterei a dare la stessa sua risposta, che non sarebbero da farsi né guerre, né disfide, né tanto meno (aggiungo io, anche per la mia esperienza professionale) cause in Tribunale.

Tuttavia, se proprio si vuol sprecare il proprio tempo, e i soldi, e più di ogni altra cosa la propria serenità, allora le cause si facciano pure. Ma sulle questioni economiche, non dilaniando i figli. E senza colpi sotto la cintola.

Padronissimi tutti di farle, pure con i sentimenti del Mercante di Venezia.

Dunque, che volete da me?! Seppure non riesca a considerare Totti e Blasi un fulgido esempio che i figli possano imitare, tutto sommato mi rallegro – e non poco – che stavolta a esser contesi siano degli orologi, che possono avere qualunque prezzo, ma restano di modesto valore. E che i coniugi abbiano lasciato in pace la povera Isabel, nove anni e tutto il diritto di godere appieno dei suoi due genitori, dovunque questi vadano a coricarsi.

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