TRIBUTO A PINO DANIELE

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Memorabile, lo dico pur non amando parole eccessive (ma quanno ce vò ce vò), la serata di ieri al Trianon-Viviani, in cui, con la musica e accorati ricordi intimi, MARCO ZURZOLO rende omaggio all’amico Pino Daniele. E lo fa con il suo sax parlante, da cui escono note che si legano insieme come discorsi. Lo fa con la sua band, composta da musicisti e compagni della sua generazione e giovani allievi virtuosi, nonché da musicisti di famiglia: la compagna Gabriella, al sax baritono, la sorella Francesca, la voce. Lo fa emozionando tutti in teatro, dove i sorrisi si mischiano a qualche lacrima di commozione, come quando Marco parla di canzoni nate a casa sua, con suo fratello Rino e Pino: due anime grandi, che ora suonano in cielo. Canzoni che sta ad ascoltare il Zurzolo papà, uno che la musica doveva sapere bene seminarla, se i frutti raccolti si chiamano Gennaro, Marco e Francesca.
Suona, si muove per il palco, dirige i musicisti, attiva il pubblico (prontissimo a lasciarsi andare, peraltro). E parla. Senza esagerare, come a volte fa qualche artista, ma facendo sentire che le sue parole vengono dal fondo del suo cuore, pieno di un’umanità che scorre a profusione nel suo sassofono.
In queste sue parole che diventano musica (e mi veniva da chiedermi cosa stesse parlando e cosa suonando), s’infila anche un pensiero che mi lascia a bocca aperta e me lo fa sentire particolarmente affine. Dice qualcosa alla quale penso da tanto tempo. Più o meno testualmente.
<<Voglio dire una cosa di cui mi assumo anche la responsabilità. Vorrei che si cambiassero i nomi delle strade. Vorrei arrivare alla vista del Vesuvio, in stazione, senza scendere a Piazza Garibaldi. Non vorrei imbattermi in Via Nino Bixio o Piazza Cavour… Vorrei che i nomi fossero quelli di Pino, icona della città e quelli di tanti che veramente la rappresentano la nostra gente>>.
Bravo Marco, questo pensiero fa un inchino alla tua intelligenza e alla tua sensibilità.
È un’idea che deve correre lungo i sentimenti e la voce di chi ama davvero la città.
Le più grandi piazze, le vie più belle, quelle panoramiche o di altra suggestione, della nostra tradizione, si chiamino Piazza Pino Daniele, Totò, Eduardo e con il nome dei tanti partenopei, lustro della nostra Napoli.
Che poi, per piazza Zurzolo, incrociando le dita, c’è molto tempo!

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