NOI, IL SEGRETO

N
Un bel libro di Antonella Prisco

Per un progetto esistenziale, c’è un viaggio.
Alla fine del viaggio, un segreto svelato. Conosciuto il quale, il lettore probabilmente (a me è accaduto) torna a passare in rassegna i personaggi, a riconsiderare le loro relazioni, in un piano più profondo di quello su cui sembrava poggiare la storia, un sottosuolo narrativo che si sviluppa, proponendo un’introspezione psicologica che va ben oltre quella ordinaria normalità su cui incontri e vicende s’erano annodati.
Così, una diversa luce sul libro di Annella Prisco, lungo una traccia che appartiene all’autrice stessa e ai suoi precedenti romanzi, attribuisce trasparenza a un senso più profondo dell’esistenza, che è il “destino”, il quale indirizza la vita o anche, talvolta (è il caso della protagonista Graziella), semplicemente l’accompagna.
I personaggi che la circondano le sono molto complementari, appunto a motivo di ciò, perché le loro storie, nella narrazione, non mettono a nudo un destino, che invece l’Autrice riserva solo alla protagonista, suo “eroe”; sebbene questa, beninteso, resti soltanto eroe in senso moderno, ovvero nella normalità.
La prosa è piana, quella di un’artista con molto mestiere, che sa soffermarsi sui dettagli, usati per fermare attimi, volutamente a rallentare la velocità degli eventi. Il ritmo, la cadenza, spesso s’ipostatizzano negli stessi mezzi di locomozione (il treno, il pullman) che sono abituali nel racconto: i mezzi (sempre e non casualmente pubblici) di Graziella De Fusco, rivelandosi, a un tempo, semplici, ma anche altamente emblematici.
Altro non aggiungo, perché avrò il piacere, con l’anno nuovo, di presentarlo il libro, dunque non desidero fare più di tanto anticipazioni (esiste ancora questo termine, dopo lo strapotere linguistico di spoilerare?), che altro – il molto che potrete trovare nel libro e il poco che ancora saprò dirvi – potrete gustarvelo in seguito.

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