Quella parola magica

Q
QUELLA PAROLA MAGICA
che i calciatori s’appuntano sul petto e i tifosi nel cuore, per ora non viene nemmeno nominata. E non direi per scaramanzia, e nemmeno perché parlarne stupisce un po’ anche noi stessi, che dopo la frana in cui siamo precipitati lo scorso anno non avremmo mai pensato di ragionare in questi termini. Il motivo penso che stia nel condottiero, il quale incute soggezione.
Mi viene da pensare alle parole di Angelica al Principe di Salina dopo il famoso ballo nella festa di fidanzamento con Tancredi. Nessuno aveva avuto il coraggio di battere le mani a don Fabrizio Corbera, per il suo ballo principesco. Per il rispetto che questo riceveva da tutti, senza nemmeno doverlo imporre.
Fatte le debite differenze di rango, Conte mette soggezione. E per fortuna, a partire da Dela, mai così muto.

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