Non saprei certo dire io se e quanto bene sappia scrivere. Ma posso affermare con certezza d’essere un pessimo venditore. Figurarsi poi di un prodotto mio. Dunque, di Acqua e zammù non parlo. Piuttosto, vorrei spezzare una lancia in favore del suo genere letterario.
Sapete… c’è un pregiudizio duro a morire. I racconti non si vendono; le poesie, poi, non ne parliamo proprio, nonostante che siano la forma più alta di espressione artistica nella scrittura. Piacciono, sì, tutti dicono: “Ah, che belli i racconti!” E poi in libreria… prendono un romanzo di cinquecento pagine. Spesso per non terminarlo mai.
Eppure, i più grandi scrittori della storia sono stati autori di racconti!
Gogol’, Čechov, Kafka, Maupassant, Borges, e da noi Buzzati, Calvino e naturalmente Pirandello (al quale ultimo il sottotitolo del mio libro sfacciatamente ammicca) …
Se il romanzo è una grande cena con tante portate… il racconto è quel boccone piccolo e intenso, che può restare in mente. Un assolo, non una sinfonia.
E poi, il racconto è pratico. Si legge in poco tempo: l’ideale per chi vive di corsa, a frammenti. Ti lascia entrare e uscire quando vuoi. Non devi sforzarti di ricordare cosa era successo nel capitolo dodici o chi era il tal personaggio! Lo prendi, lo leggi, lo chiudi. E il giorno dopo puoi aprirne un altro. Un libro di racconti è come una scatola di cioccolatini, che la sera t’aspetta: ognuno con un gusto, una piccola esplosione di senso.
Ma il bello è che un racconto breve può durarti per anni. Ti resta dentro. Un’immagine, una frase, un personaggio; e ti tornano in mente all’improvviso, come certi sogni brevi che non se ne vanno più.
Forse perché il racconto è la forma che più somiglia alla vita. Fatta di episodi, di lampi, di piccole storie che iniziano e finiscono in un attimo… e in quell’attimo succede tutto.
E allora, un libro di racconti non è un libro figlio di un Dio minore. È un piccolo lusso. Lo tieni sul comodino, in borsa, in treno… Quando hai dieci minuti, apri e viaggi. E allora: date una chance ai racconti. Potendo, a questi miei. Vedrete che vi sorprenderanno… più di quanto immaginate.
Grazie.
