CYBERBULLISMO E VERI COMPAGNI DI SCUOLA

C
Costa 6 euro e avrei dunque potuto acquistarlo in soli due mesi, semplicemente attingendo all’aumento della pensione che generosamente il Governo italiano mi ha concesso. Circa quattro caffè. Eh, si sa, a Napoli al caffè non si può rinunziare. Ma personalmente non riuscirei a fare a meno nemmeno della lettura. Dunque, alla fine, avrei sacrificato il palato sull’altare della mente. Ma nemmeno ve n’è stato bisogno, perché Paolo Siani il suo libro, “Cyberbullismo – Piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale”, l’altro giorno me lo ha donato. Certo, vanto presso di lui il credito d’un antica amicizia e d’un affetto che grazie a Dio continuiamo a riscaldare, a partire dai giorni della scuola elementare alla Vincenzo Cuoco (vedi altra foto: io sono quello di sinistra, lui a destra).
E l’ho letto, in meno d’un’ora, ché i miei tempi di lettura sono quelli di un lettore vorace, quasi professionista, ma anche con la velocità a cui il libro stesso induce, per divorare quelle 84 micro-pagine, seguite da quattro che contengono QRcode, per gli approfondimenti tematici e che si concludono con puntuali riferimenti bibliografici.
Un po’ l’invidio Paolo, perché dove io riempio di circonvoluzioni ed orpelli la mia scrittura lui li taglia, va all’essenziale, non dice mai una parola che avrebbe potuto essere risparmiata. Ma non si tratta solo di questo, perché di Paolo Siani, i pensieri, le sue piane esposizioni, sono invidiabili anche per il loro contenuto, in quanto lui fa, se così posso dire, il centraggio delle questioni, come se disponesse di quei macchinari di matematici o anche di medici (e vabbè, lui medico lo è) per poi consegnarle alla successiva riflessione, all’approfondimento, quindi al confronto e al dibattito.
Il libro parla di Cyberbullismo, ovvero (come chiarisce il piccolo Glossario in appendice) degli “atti di tipo offensivo e prevaricatorio a danno di una persona perpetrati attraverso l’utilizzo dei social network, delle chat e in generale della rete internet” e che purtroppo spesso coinvolgono minorenni. E perciò Paolo Siani se ne occupa sulla base della sua lunga esperienza di pediatra (una delle figure professionali di riferimento, per contrastare il fenomeno) e da uomo di cultura. Anche se il libro trova un respiro più ampio, sapendo guardare alle cause e agli effetti, sul piano sociologico e non solo, relativi a questa problematica.
Non casualmente, s’incomincia con una sfilza di domande:
​“Ma voi conoscete il termine hikikomori?” che sta a indicare chi si reclude volontariamente, sottraendosi dal mondo esterno, spesso perché vittima di cyberbullismo.
​“E sapete quanti ragazzi in Italia vivono questa condizione di isolamento sociale?”
​“Sapreste riconoscere i primi segni di questa condizione e aiutare un hikikomori a venirne fuori?”
​“Ci sono segnali che bisogna cogliere nei ragazzi prima che si chiudano in sé stessi?”
​“Che strumenti abbiamo per prevenire tale fenomeno o per evitare che un ragazzo precipiti in questa condizione?”
​Il seguito del volumetto (chi ha detto che le cose importanti hanno bisogno di molte parole?) cerca di dare qualche risposta, nell’umile convinzione che noi oggi ancora non disponiamo di risposte certe e che dobbiamo lasciarci guidare, al tempo stesso, da senso della misura, il “giusto equilibrio” (che con quello si può trovare il discrimen tra uso stimolante e che arricchisce e uso invece eccessivo e inappropriato del digitale) e attenzione al nuovo, per penetrarlo e anche attivare le difese immunitarie, se così si può dire, di cui la nostra psiche dispone.
​Istituzioni pubbliche, a partire dalla scuola, uso precoce del web, ruolo della famiglia (e utilizzo degli strumenti ccdd. di parental control), relativizzazione di regole che vengano poste e che richiedano in primo luogo attente distinzioni per età, si affacciano – sempre come territorio per un fertile approfondimento – su una tematica non solo complessa ma di portata sempre maggiore con l’avvento dell’intelligenza artificiale.
​Avete figli, o nipoti, la cui cura, quotidiana o sporadica, dovrebbe farvi nascere le domande di questo libro? Allora, acquistatelo. Che poi, il caffè, si sa, rende nervosi!

Aggiungi commento

Your sidebar area is currently empty. Hurry up and add some widgets.