AutoreRoberto Di Salvo

Komandoo

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Il mio amico, il signor R., ve l’ho già presentato in un altro post. Mi fido di lui, nonostante quella tendenza all’integralismo, che gli nasce da una forte spinta a uno stile di vita onesto e un po’ severo, con sé stesso innanzitutto. Ora, il signor R. mi ha raccontato, nel dettaglio, del suo ultimo viaggio e io l’ho ascoltato con interesse, e attenzione a quel suo punto di vista, che prova...

IL DIRITTO SOSPESO DEI FIGLI: IDENTITÀ VS. ANONIMATO

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   Nel diritto, come nella vita, il conflitto è una cosa seria. Ed ancora più seria è la capacità di affrontarlo con equilibrio, ascoltando le ragioni contrapposte e tentandone un contemperamento. La legge, almeno nelle sue intenzioni migliori, non può essere cieca: sa che i diritti possono entrare in contrasto, e quando accade, deve cercare una composizione che salvi la dignità di tutti.    Ma...

“Un anno non c’è male” – Lettura psicoanalitica, simbolica e narrativa

4 Jun 2025  Buonasera amici cari e tanti ringraziamenti per la vostra presenza, l’invito, l’ospitalità. Dico subito una cosa. Se non conoscessi Àlvaro Lukacs, non sapessi ciò che lui ha fatto nella vita, non lo avessi avuto amico per un tempo che si misura a decenni, non me lo trovassi qui di fronte e qualcuno invece mi avesse detto che “Un anno non c’è male” non è stato scritto da lui e che...

Dieci piccoli palestinesi

(E non ne rimase che uno)

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  Nella casa della dottoressa Alaa al-Najjar, a Khan Younis, la giornata comincia di buon ora, come nelle famiglie molto numerose: con una sinfonia disordinata di voci, zaini, scarpe spaiate e piccole contese per il bagno. Ma è confusione nell’amore. Alaa ha imparato l’arte dell’organizzazione, forse per istinto prima che per necessità: sa dosare i turni in ospedale e quelli a casa, con...

Il tabù della critica ebraica e il pregiudizio rovesciato: la nuova macchia umana

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Viviamo un’epoca strana. In un tempo in cui tutto si può dire, in cui ogni parola trova amplificazione, c’è ancora qualcosa che sembra indicibile: una critica agli ebrei – o, più spesso, allo Stato di Israele – che non venga subito vissuta come un cedimento all’antisemitismo. Anche di fronte a fatti drammatici come quelli che si consumano oggi a Gaza, dove la reazione israeliana al brutale...

Questioni di genere (e di priorità)

Una riflessione in punta di lingua (e di penna)

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C’è una domanda che mi ronza in testa da un po’. Una di quelle domande da domenica mattina, mentre ti rigiri nel letto con la vaga intenzione di cambiare il mondo — o almeno il canale della televisione. Eccola: com’è che ci scaldiamo tanto per le questioni di genere, mentre per cose come i morti sul lavoro, i femminicidi o le guerre ci limitiamo, al massimo, a una scrollatina di spalle e un “che...

L’isola di Carlo

(Commemorazione di Carlo Nicotera del 13.5.25)

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Buonasera a tutti. Dopo Titti Marrone e la lettura di Giulio Adinolfi dovrei dirvi: coraggio, il meglio è passato… Sto qui con un’emozione davvero profondissima e ho partecipato, col mio piccolo contributo, perché questa serata si potesse realizzare, per tre motivi: l’Amicizia, l’Apprezzamento e la Gratitudine. Ciascuna di queste tre cose, direi, in dosi massicce. Io proverò a raccoglierne...

Discorso sulla servitù volontaria

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Un modo inclusivo per ricordare la festa della Liberazione di CORRADO AUGIAS (sulle orme di Étienne de la Boétie). Ottant’anni di pace sono il tempo di tre generazioni. Gli italiani di oggi hanno poco a che vedere con quelli di ottant’anni fa: sono più alti, mangiano meglio, vestono meglio, fanno sport potrei dire che sono più belli. La memoria di quegli anni affonda, per molti di noi, in una...

Fratello alla mia pena

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Il 15 aprile di cinquantasette anni fa nostro padre cessava la sua vita terrena. Mai quanto in questi ultimi anni lo abbiamo ricordato in continuazione, in particolare con mio fratello Enrico, insieme col quale curammo nel 2023 la ristampa di un suo libro di poesie, “Fratello alla mia pena”, edito il mese prima che lui se ne andasse. Per rendere omaggio a entrambi e dono a voi...

In memoria di Gennaro Licenziato, maestro d’arte

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Nei giorni in cui si spegne la luce negli occhi del maestro Roberto De Simone e con lui un po’ dell’intera città, un’altra perdita, più silenziosa, molto discreta, è quella di un maestro, meno noto, ma artigiano di grande tradizione, figlio e padre di una scuola che si rinverdisce da generazioni. Se n’è andato a novantacinque anni Gennaro Licenziato, tipografo della Pignasecca. Si è portato con...

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